I.A. come divinità

Per Francesca Palazzi Arduini, l’IA si sostituisce al “divino” nella società complesse ed i suoi sacerdoti edificano nuovi sistemi di dominio totale.

Un saggio femminista su una nuova “Creatura”, l’intelligenza artificiale generativa. Dalla Genesi e dal pensiero astratto – sia religioso che laico – che “crea” il mondo, al Frankenstein di Mary Wollstonecraft, sul sogno di dare la vita, I.A. come divinità ci propone una visione dell’intelligenza artificiale come totem dai poteri divini, magici e propiziatori. Il digitale, già adorato come strumento che facilita la nostra vita, sta mostrando da tempo un impatto severo sulle modalità del pensare e sulla stessa percezione della realtà. Con la promessa di nuovi paradisi sulla terra e la sostituzione dell’umano in lavori logoranti e pericolosi, l’I.A. si sostituisce al “divino” nella società complesse ed i suoi sacerdoti edificano nuovi sistemi di dominio totale. Il “sacro” che sia magia, superstizione o religione, si trasforma e si riversa nella tecnologia. L’intelligenza artificiale diventa una divinità a cui affidare il proprio destino.
Francesca Palazzi Arduini
I.A. Come divinità
Intelligenza artificiale e sovrannaturale

 

Francesca Palazzi Arduini collabora con Disconnessi. Si occupa di comunicazione, in special modo del rapporto tra pensiero libertario, femminismo e nuove tecnologie. Suoi recenti saggi tematici e articoli su Singola (Facebook e l’Aldilà, e Contro l’internet delle cose, 2020, L’inconscio è morto, 2023) e su testate web (Nazione Indiana, Carmilla online e altre) oltre all’appello “Per la proprietà pubblica dei grandi sistemi di comunicazione digitale” (Alternativa libertaria, 2021). Un recente scritto politico su movimenti politici e digitalizzazione è Il Castello di carte. Pensiero libertario e democrazie nell’epoca del voto digitale (Critica liberale, Biblion edizioni 2022). Per Novalogos ha pubblicato Neurobiscotti. Pandemia e pubblicità (2022).

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